Il giapponese che nessuna prigione riuscì a contenere (per colpa della zuppa di miso)

Non Racconto Storie - A podcast by Marco Carniel

Categorie:

È possibile non avere... non possedere? Assolutamente si È possibile non essere? No, impossibile... noi viviamo in funzione della realtà, in funzione di ciò che è, ciò che noi non siamo, in poche parole, noi siamo il negativo di ciò che ci circonda, ciò che non è altro - sono io. Se ci sentiamo di non essere andiamo a cercarci nella realtà, e se la realtà non ci da risposte, allora siamo noi che rispondiamo alle sue domande che, però, siamo stati noi stessi ad imporgli. Proprio come un eremita che vede nel sole un compagno, nell'acqua una madre, nelle scarpe due fratelli e nel vento la sua fidanzata, allo stesso modo il personaggio di oggi ha dovuto estendere le funzionalità e le identità del poco che tra le mani ha avuto e del poco che le persone gli hanno concesso. L'uomo di oggi ha creduto che nel fil di ferro ci fosse la libertà, in un poliziotto ci fosse un amico, nella ciotola una via d'uscita e che ha sempre percepito le prigioni come corridoi… E si sa i corridoi, sono solo zone di passaggio. Yoshie Shiratori: l'uomo che venne osannato dal popolo giapponese per essere andato contro il governo, un governo che ingiustamente per diverse volte lo imprigionò ma a cui la storia rispose con un sottotitolo al suo nome e cognome... perchè Yoshi da quel momento in poi sarà ricordato come: l'uomo che nessuna prigione ha potuto mai contenere. Questa è la storia di Yoshie Shiratori, un uomo incastrato ingiustamente, la cui ingiustizia diventerà l'ingrediente per fuggire 5 volte da 5 prigioni differenti...