Matteo Campagnoli "Babel Festival"

il posto delle parole - A podcast by livio partiti

Matteo Campagnoli"Babel Festival"EkphrasisDal 15 al 18 Settembre, Bellinzonahttps://www.babelfestival.com/Termine poco noto, quasi da addetti ai lavori, la parola greca ekphrasis – composta da ek, “fuori”, e phràzo, “parlare, descrivere” – abbraccia diversi significati che si propagano come onde concentriche dal suo nucleo etimologico.Per gli oratori antichi era un descrivere che presenta in modo vivido il soggetto del discorso davanti agli occhi di chi ascolta. Nell’accezione più corrente, è la descrizione poetica di un’opera pittorica o scultorea: sono i centotrenta versi con cui Omero forgia lo scudo di Achille, è Auden sulla Caduta di Icaro di Bruegel. Ma ekphrasis è anche il “visibile parlare” dell’arte medievale che predica in immagini, è un romanzo trasposto in pellicola, è poesia danzata, melodia dipinta.L’ekphrasis è interazione, relazione, ibridazione, anelito, sconfinamento. È insieme il frutto di un contagio e il risultato di una sfida: è arte che genera altre arti. L’ekphrasis parla più lingue simultaneamente, vive tra-i-linguaggi. L’ekphrasis è traduzione. L’ekphrasis è babelica.Babel Ekphrasis invita autori e autrici la cui scrittura si nutre fortemente di altre arti, e artiste e artisti che operano tra più arti, declinando la propria ricerca nel maggior numero di forme possibili.La diciassettesima edizione si intitola "Babel Ekphrasis" e invita autori e autrici la cui scrittura si nutre fortemente di altre arti, e artiste e artisti che operano tra più arti, accostando ai dialoghi in teatro una rassegna cinematografica, un concerto, un DJ set, due mostre d’arte, gli incontri Industry per operatori culturali, un laboratorio di scrittura nella lingua adottiva e quattro laboratori di traduzione letteraria.Dopo l’edizione 2021 dedicata a Babele, alla diaspora, alla moltiplicazione delle lingue e alla nascita della traduzione, nel 2022 Babel riflette su un altro caposaldo del festival: il rapporto tra la scrittura e le altre arti.Babel Ekphrasis invita autori e autrici la cui scrittura si nutre fortemente di altre arti, e artiste e artisti che operano tra più arti, accostando ai dialoghi in teatro una rassegna cinematografica, un concerto, un DJ set, due mostre d’arte, gli incontri Industry per operatori culturali, un laboratorio di scrittura nella lingua adottiva e quattro laboratori di traduzione letteraria.Tra gli ospiti: Jean Echenoz, Mario Martone, Jakuta Alikavazovic, Léonor de Récondo, Frédéric Pajak, Aaron Schuman, Fabienne Radi, Gwenn Rigal, Jérémie Gindre, Donatella Bernardi, Nicola Gardini, Giovanni Maderna, Johanna Schaible, Antonio Rovaldi.Per l’Open Air di venerdì 16 all’Antico Convento delle Agostiniane di Monte Carasso, Nicola Gardini – romanziere, saggista, poeta, pittore, professore di Letteratura italiana e comparata a Oxford, traduttore dall’inglese, dal greco e dal latino – ci parla di ekphrasis nelle sue varie declinazioni. A seguire, Joshua Chiundiza, artista audiovisivo dello Zimbabwe, e Yann Longchamp, DJ e designer interattivo svizzero, presentano Tethered Lines, una performance concepita tra Harare e Ginevra e sviluppata appositamente per Babel Ekphrasis. Il duo esplora la tradizione orale e viaggia nel tempo in una narrazione audiovisiva all’incrocio dei rispettivi patrimoni artistici: un intreccio di linee vocali e sonore che mescola musica mbira, chimurenga e sungurra, ritmi euro-elettronici e flow hip-hop. A seguire, un DJ set di Yann Longchamp.Il festival sarà accompagnato da quattro laboratori di traduzione letteraria: dal francese con Maurizia Balmelli, Nicolò Petruzzella e l’intervento dell’autore Frédéric Pajak; dall’inglese con Franca Cavagnoli; dallo spagnolo con Ilide Carmignani; dal portoghese con Roberto Francavilla. A completare i...